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CINTOIA E IL SUO TERRITORIO |
La denominazione Cintoia Bassa stà ad indicare quella
parte di territorio situato nella valle dell'Ema e confinante
con Cintoia Alta; circondato e stretto in tutta la sua lunghezza
dal torrente Ema che ha qui le sue sorgenti e dalla via che
unisce Strada in Chianti con Figline, Lucolena e Greve.
Questa località era un tempo sotto la giurisdizione spirituale
della Pieve di S. Pietro. Come tale è ricordata fino
all'anno 989 in un documento rogato in S.Cristoforo a Lucolena
ed appartenente nell'archivio della Badia Vallombrosana di Passignano
e in un altro del 1040 esistente nell'archivio della Badia di
Montescalari.
Ora dipende invece dalla parrocchia di Santa Maria. Essa sorge
quasi solitaria vicino alla strada carrozzabile. Lo stile è
Barocco, non è di grandi proporzioni il suo interno è
composto da una sola navata con soffitto decorato; l'abside
verso oriente e sulla facciat presenta un pronao con con loggiato
retto da due colonne in pietra.
Sulla destra della chiesa vi è il campanile a torre quadrata
con tre campane, sulla piu grossa delle tre, dedicata a Maria
SS. Assunta vi è riportata la data di fusione che risale
al 1840.
La chiesa è curiazia e fino dalle sue origini è
suffraganea della pieve di S. Pietro. Nel 1903 fu aggregata
al Vicariato di Greve-Rubbiana, ma dal 1907 fa parte di quello
di Cintoia Alta.
Nella parte opposta oltre il torrente sul dossale del monte
e in posizione eminente ci sono i ruderi di quello che fu il
Castello di Cintoia e sulle cui rovine sono state addossate
modeste case di abitazione.
Esso sorgeva vicino alla Pieve di S.Pietro e apparteneva agli
Adimari, nobile famiglia fiorentina, discesa da un certo Bernardo
e che ebbero qui signoria fino dal secolo X.
e : “ RESTAURATA L'ANNO DEL SIGNORE MDCCLXXXI “.
Alla base della cupola, nei quattro pennacchi, si riconoscono
Le tre Virtù e la Fortezza, realizzate agli inizi del
Settecento.Contro questa famiglia di parte Guelfa si accanirono
i Ghibellini reduci dai campi di Montaperti nel 1260 e 1261
e abbatterono le case degli Adimari, tanto nel castello quanto
nella villa di Cintoia Bassa.
Stretto intorno al castello il popolo di Cintoia formò
in seguito il suo comune, con i suoi sindaci ed i suoi statuti.
Nell'Archivio di Stato di Firenze esiste quello del 1397 con
le aggiunte e le modifiche fino al 1674.
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